Il Sindaco di Cernusco, Comencini, spiega gli orientamenti della sua giunta ai cittadini e chiede un parere

Caro Sindaco Comencini, sono molto colpita dalla vostra disponibilità a discutere pubblicamente e in modo dettagliato del problema relativo all’ampliamento del Carosello.
Mio figlio abita nel vostro Comune e godo spesso del vostro spazio verde e della particolare socialità stimolata dall’ambiente urbano che è pensato per rispondere in modo equilibrato ai vari bisogni che sembrano convivere in armonia nonostante la notevole estensione della città. Cernusco negli anni si è rinnovata ma ha mantenuto la capacità di offrire spazi curati di aggregazione, di attività sportiva spontanea e di piacevolezza.
Il mio parere rispetto alla vicenda Carosello forse non conta ma penso che l’ampliamento del Centro Commerciale non porterà via molta gente dal cuore del paese che mi sembra un cuore pulsante e forte. Spendo ancora una parola per dirle che mi fa piacere incontrare una giunta aperta ai pareri dei cittadini nella fase della costruzione di una decisione. Questo è non avere paura della democrazia.

IL POTERE della NONVIOLENZA
22 – 24 agosto 2014
Pubblicato il 20 giu 2014 su Iniziative in Cantiere | 1 commento

Stage formativo presso la Casa per la Pace di Firenze

Dalla capacitazione personale al cambiamento sociale. Esercizi, approfondimenti, simulazioni, riflessioni per imparare che il cambiamento è possibile, nel nostro ambiente di vita-lavoro e nel mondo intero

Il bullismo imperante. Quando la politica usa li dileggio, lo scontro personale, la tracotanza come arma

Abbassate i toni

Quando lo scontro si trascina per anni e non si scardina il sistema di interessi che impantanano un paese prevale il sentimento della rivalsa e della determinazione.
Si confonde l’atteggiamento, il tono e l’aggressività con la capacità di incidere positivamente sulle questioni.

Questo è un sentimento che attraversa tutti gli orientamenti politici che vorrebbero riformare, fare pulizia o garantire libertà democratiche, ma tale atteggiamento va a scapito talvolta della determinazione a cercare un accordo che sia nel solco dell’interesse generale e rispettoso anche dei sentimenti altrui.

Poiché la politica è fatta dalle persone, a credersi forti, invincibili, o sempre nel giusto, si finisce col dimenticare la propria funzione di rappresentanza e si scade in atteggiamenti da stadio o di bulli.

Il bullismo dei nostri politici che attaccano personalmente e deliberatamente quelli che hanno funzioni di arbitro, o i loro avversari, o minacciano i dissidenti, sono un pessimo esempio per noi italiani e tendono a togliere lucidità al ragionamento politico.

E’ un atteggiamento molto pericoloso, che si infiltra anche all’interno dei partiti e che viene assunto anche sui tavoli più modesti dei consigli comunali.

Abbassate i toni cari politici e continuate a lavorare cercando di dimenticare voi stessi e di rispettare l’altro che vi pone delle questioni o vi provoca. Farete un gran bene all’Italia.

Vi siete assunti questo duro compito, noi tutti vi sosteniamo, ma vi chiediamo serietà interiore.
Concentratevi sulle questioni, sui contenuti perché è in gioco moltissimo del nostro futuro.

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IL CORAGGIO DELLA PACE

Ho sentito con commozione un’ebrea italiana dire che si mobiliterà attivamente per la pace, senza nascondersi.
E’ bello che ci siano ebrei e palestinesi che pensano che la guerra in atto in Palestina sia una catastrofe e, comunque la si guardi, un’ingiustizia.

Una guerra non può mai essere giusta perché ci sono altre strade per raggiungere accordi e un discreto modus vivendi.

Quest’area rappresenta una bomba potenziale per l’equilibrio del medioriente ma non solo, e la guerra rischia di dare giustificazione agli estremismi di entrambe le parti,dando voce a forze molto oltranziste del mondo arabo.

E’ un rischio che Israele si sta addossando e noi occidentali dobbiamo dire No, dobbiamo chiedere fortemente che i due popoli vivano insieme senza sopraffazioni o vendette.

Dopo di noi

Ciao

Sono già due mesi che Alessandro e Mariateresa non ci sono più. Sergio li ha uccisi, il 9 aprile.

Aveva paura di morire e di lasciare solo Alessandro, suo figlio disabile, visto che alla mamma, Mariateresa, era stato diagnosticato un grave male. Incontravo spesso quest’uomo che spingeva la carrozzina del figlio. Abitavano a duecento metri da casa mia e tutte le volte Sergio mi diceva: “Che succederà, ad Alessandro, dopo la mia morte e quella di mia moglie ? Non abbiamo parenti, Ileana fai qualcosa per il “DOPO DI NOI”, non dimenticartene.”

Per lui e per tanti altri familiari, nella precedente legislatura ho scritto una legge sul “DOPO DI NOI”. Erano e sono tanti i papà e le tante mamme che bussano alla mia porta chiedendo una soluzione per i loro figli disabili non autosufficienti nel momento in cui verranno a mancare. La politica, si sa, è lenta e i tempi sono andati oltre il previsto. Oggi, fortunatamente, la legge sta arrivando in commissione e il suo iter sta per cominciare. Nel frattempo, però, Sergio non ce l’ha fatta. Ha sparato ed è diventato un assassino.

Io, pur essendo fortemente attaccata alla vita ho capito quel padre. Non l’ho giustificato, l’ho capito… Anche io sono figlia e so, da sempre, che i miei genitori hanno paura di lasciarmi e per questo non si concedono neanche il “lusso” di un’influenza, figuriamoci la possibilità di invecchiare e morire.

Eppure io sono una donna adulta, felice di essere quella che sono, una persona “faticosamente autonoma”, ma tutto questo non basta a mia madre e mio padre per non aver l’ansia del “dopo di noi”.

Tutti i genitori che ho conosciuto, con un figlio disabile, hanno come grande e a volte unica preoccupazione il “dopo”. Il momento in cui diventeranno vecchi e non potranno più assistere il figlio che non è in grado di far fronte autonomamente alle necessità della vita quotidiana. La legge che ho proposto parte proprio da quest’ansia, a cui vuole dare una risposta, garantendo l’assistenza al disabile nella propria abitazione o il progressivo inserimento in comunità familiari e case famiglia.

Perché ciò avvenga la legge prevede la costituzione di un fondo con risorse pubbliche e private che saranno gestite in base ai criteri della legge 328/2000. Sono previste agevolazioni fiscali per chi eroga risorse finalizzate al medesimo obiettivo e forme di defiscalizzazione.

Questa legge è urgentissima, perché di famiglie in queste condizioni ce ne sono davvero tante. Sono 2 milioni 600 mila le persone che nel nostro Paese sono colpite da disabilità grave e per questo non sono autosufficienti. Ciò vuol dire che le famiglie italiane interessate sono circa il 15 per cento del totale, quindi il 4,8 della popolazione italiana.

Il tempo è inesorabile, come sappiamo. Per questo chiedo ai Presidenti di Camera e Senato e ai Capigruppo di tutti i partiti di velocizzare il più possibile l’iter di questa norma. Il mio obiettivo, che ispira questa petizione, è quello di riuscire ad approvare la legge sul “Dopo di noi” entro il prossimo 3 dicembre, che è la giornata internazionale della disabilità.

Grazie

Ileana Argentin via Change.or

Quelli che
confondono il baccano con il piacere
che bello, andiamoci con i tacchi a spillo
che bello, facciamoci più di una birra
che bello, lasciamo sporco dopo
che bello, non riesco nemmeno a sentirti
che bello, fa cultura

Quelli che
confondono il baccano con il piacere
che bello, andiamoci con i tacchi a spillo
che bello, facciamoci più di una birra
che bello, lasciamo sporco dopo
che bello, non riesco nemmeno a sentirti
che bello, fa cultura

i ballottaggi di domenica scorsa sono andati nel migliore dei modi.

Nell’Area metropolitana milanese, il centrosinistra vince in 7 comuni su 9 ai ballottaggi.

In 3 confermiamo il nostro governo locale, in 4 vinciamo dopo esperienze civiche o di centrodestra.

Dopo questa tornata elettorale, alla quale la nostra coalizione si presentava con 30 amministrazioni uscenti, oggi siamo chiamati a governare 42 comuni. Un grande risultato, che affida alla Città Metropolitana nuovi amministratori capaci, interpreti credibili della voglia di rinnovamento e di buon governo che il Paese e i nostri territori esprimono.