il blog di Pinu

IL TRENO

Pubblico volentieri un pensiero che mi è arrivato da un amico.
Credo possa essere importante in questi giorni per la mia piccola comunità.

La VITA, un viaggio in treno: stazioni, cambi, binari, incidenti.

Salendo in treno troviamo i nostri genitori; crediamo possano viaggiare sempre al nostro fianco, ma scenderanno lasciandoci soli.

Saliranno altre persone importanti. Molti scenderanno e lasceranno un vuoto permanente, altri passeranno inosservati.

La riuscita di questo viaggio però consiste nell’avere buona relazione con i passeggeri e nel dare il meglio di noi stessi perché non sappiamo in quale stazione scenderemo.

Per questo dobbiamo vivere nel migliore dei modi: amare, perdonare ed offrire il meglio di noi.

Grazie per essere uno dei passeggeri del mio treno.


20 marzo 1994: vent’anni fa moriva Ilaria Alpi. Ancora nessun colpevole
Le sono state fatali la testimonianza diretta e le sue scoperte su navi cargo che, donate dai vertici della cooperazione italiana allo Stato somalo, avrebbero trasportato rifiuti tossici provenienti dall’Italia

20 marzo 1994: vent’anni fa moriva Ilaria Alpi. Ancora nessun colpevole
Le sono state fatali la testimonianza diretta e le sue scoperte su navi cargo che, donate dai vertici della cooperazione italiana allo Stato somalo, avrebbero trasportato rifiuti tossici provenienti dall’Italia


Sembra incredibile, ma è vero, forse ci stiamo liberando della presenza di Silvio nelle istituzioni. 
Ha corrotto, si è fatto corrompere, si è accompagnato a losche figure e ha seminato l’idea che tutti potessero e dovessero fare come lui.
Il cambiamento sarà più facile, ma siamo solo all’inizio.

Sembra incredibile, ma è vero, forse ci stiamo liberando della presenza di Silvio nelle istituzioni.
Ha corrotto, si è fatto corrompere, si è accompagnato a losche figure e ha seminato l’idea che tutti potessero e dovessero fare come lui.
Il cambiamento sarà più facile, ma siamo solo all’inizio.


In ricordo del Maestro Mario Lodi

Movimento di Cooperazione Educativa
Associazione pedagogica e culturale senza fini di lucro

Il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) è un’associazione di insegnanti, educatori e dirigenti, nata in Italia nel 1951, sulle tracce del Movimento di Scuola Moderna del pedagogista francese Célestin Freinet, fondatore di un metodo didattico di pedagogia attiva. Il MCE è membro della FIMEM (Federation Internationale de l’École Moderne), un’associazione mondiale che coordina i movimenti nazionali di educatori che fanno riferimento all’educazione cooperativa e alla pedagogia popolare di Freinet, favorendo i contatti e gli scambi tra insegnanti ed educatori impegnati nella ricerca e nell’innovazione
didattica.

Il MCE è diffuso sul territorio nazionale, soggetto professionale qualificato alla formazione e aggiornamento con Decreto del M.P.I. 5 luglio 2005 prot.1224, e partecipa al Fonadds, Forum delle Associazioni dei Docenti e Dirigenti scolastici presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Alla base del metodo Mce c’è la ricerca-azione, soprattutto attraverso la pratica del laboratorio adulto sui temi del rapporto con la natura, /b>l’intercultura, la didattica delle discipline, la differenza di genere, le nuove tecnologie, i linguaggi espressivi.
L’associazione ha lo scopo di promuovere iniziative finalizzate all’innovazione di procedure e metodologie educative tese alla realizzazione del diritto all’istruzione,


La vocazione italiana dell’omaggio al capo

E’ una vocazione tutta italiana quella di avere l’illusione che un capo sia la panacea di tutti i mali, che abbia potere traumaturgico e sappia risolvere i nostri guai.
Mentre tutto crolla e si degrada, quando servirebbe uno sforzo comune ed un cambiamento vero e profondo della società italiana e dei rapporti fra le persone, paradossalmente regrediamo allo stato magico dei bambini e abbandoniamo la lotta vera, quella che ci porterebbe a cambiare noi stessi, il nostro modo di lavorare e di rispettare il bene comune, per affidare ossequiosamente o ciecamente il nostro destino ad un capo.

Concordo con Curzio Maltese che su la Repubblica ci racconta splendidamente come fioriscano partiti personali, demagogia e nichilismo. Sono tutti espedienti per eludere il vero problema di moralizzare questa nostra società, di renderla più equa e soprattutto di creare le condizioni per una condivisione democratica del cambiamento, unica modalità perchè un cambiamento resista nel tempo

Ma come pensiamo di migliorare se mettiamo il nostro cervello in frigorifero!
Come pensiamo di moralizzare se cacciamo i nostri compagni di squadra perchè ci fanno notare i nostri errori?

Purtroppo il gravissimo caso Cinque Stelle è la punta dell’iceberg, ma c’è un diffuso e disinvolto costume tra la classe dirigente Italiana che pensa con disprezzo al dissenso chiamandolo altezzosamente “la Piazza”, e c’è anche un cattivo vezzo dell’opposizione che fa chiasso, teatrino e gazzarra ma non va veramente a fondo, non interpreta davvero il suo riuolo critico e di miglioramento.
Smettiamola di fare finta e rimbocchiamoci davvero le maniche.